Biografia
Valentina
Lucarini Orejón
Per dare forma a una scultura servono materia e sogno.
Valentina Lucarini Orejon è un’artista italo-spagnola che vive e lavora a Pietrasanta. È cresciuta dentro una storica fonderia d’arte, la Fonderia Versiliese, e da lì ha ricevuto un alfabeto sensoriale prima ancora che tecnico: il sibilo dei forni, l’odore della cera che cola, il colore del bronzo fuso, il calore del crogiolo, il silenzio teso dei minuti che precedono la colata, e gli scaffali affollati di mani, piedi, teste e calchi in attesa di fusione. Quell’ambiente era già una Wunderkammer prima che lei sapesse cosa fosse, la matrice della sua immaginazione, il luogo dove ha assorbito per via sensoriale, prima ancora che intellettuale, la grammatica plastica della devozione mediterranea. Di quel processo scultoreo ha poi sovvertito la gerarchia, trasformandolo in linguaggio.
La sua ricerca ruota attorno al corpo, frammentato o evocato, e all’ex-voto contemporaneo: la reliquia affrancata dal suo significato religioso e intesa come ricostruzione di una presenza divenuta assenza. Lavora il bronzo a cera persa e i residui metallici della fusione come linguaggi autonomi, carichi di valore simbolico e alchemico, materia trasfigurata e ritualizzata. Sul modello in cera, prima della fusione, incide con le punte dell’incisore altri ex-voto in miniatura, cuori sacri, occhi, mani: segni che il bronzo conserva una volta che la cera è scomparsa nel fuoco, così che ogni opera diventa un palinsesto, una stratificazione di significati in cui il votivo contiene altro votivo.
Le sue sculture abitano la soglia tra culto e reliquia: un’iconografia ereditata, condivisa dalle due culture che la formano, l’italiana e la spagnola, in cui la devozione mediterranea ha dato corpo alla richiesta e alla memoria. In un tempo che ha smarrito le proprie forme rituali, non ricostruiscono il rito ma ne custodiscono la traccia, reliquie di una ritualità di cui siamo diventati orfani.
Mostre e fiere selezionate
Sculptures in the Seasons — Daol Gallery, Yongin Cheoin-gu, Namsa, Corea del Sud.
Lumen: Archeologia della reliquia e della rivelazione — Viareggio. Mostra bipersonale a cura di Alessandro Romanini, con Maicol Borghetti.
Borderless. The Ultimate Setup — Solo Creative Studio, Pietrasanta.
Spirituality of Sculpture — Mabuk-ro Giheung-gu Korean Art Museum, Yongin-si, Corea del Sud.
Art Cheonju e 13° International Sculpture Festival, Seoul.
Femminile Plurale — Museo Nori De’ Nobili, Trecastelli (AN). A cura di Maria Jannelli e Simona Zava.
Kisa — Chung Munkyu Museum of Art, Corea del Sud.
Carve, Cast, Crack – Ways of Sculpture — Moonshin Museum of Art.